giovedì 26 aprile 2018

May we never see each other again.

Questo blog si chiude. Again, per l'ennesima volta tolgo baracca e burattini. Solo che stavolta è l'ultima e definitiva.

Il motivo è uno solo: non me frega veramente più un cazzo di stare a scrivere dove tutti possono leggere.

Mai come ora sono stato convinto che scrivere qualunque cosa sensata in una pagina web sia una masturbazione inutile, un gesto di utilità inferiore al buttare bicchierini di disinfettante in una discarica. Come sempre ci aveva pensato già qualcuno prima di me a dire che comunicare con gli altri esseri umani è inutile prima ancora che impossibile, perché tutti vogliono sentire solo quello che gli aggrada, eppure ho voluto continuare a scrivere le mie puttanate anche solo per sfogarmi. Ma mi sono reso conto che è una cosa cretina. Scrivere quando non ti interessa più realmente comunicare o dialogare con gli altri è come cagare in un cesso con le pareti di vetro e pretendere che nessuno ti guardi.

Non mi interessa più e neppure ci voglio più provare, a discutere con perfetti sconosciuti sperando di incontrare persone decenti, perché sono stanco e nauseato di discutere con teste di cazzo che magari sotto sotto sono pure intelligenti ma che sono talmente accecate dal proprio piccolo ego di merda da essere totalmente incapaci di imbastire una discussione il cui scopo non sia solo ed esclusivamente quello di seppellire di merda l'interlocutore.

Internet ha confermato una volta per tutte che alla gente non è mai interessato discutere con gli altri per imparare, per confrontarsi o capire i propri limiti. La gente discute solo ed esclusivamente per dimostrare anche attraverso le parole di essere superiore a quelli con cui sta discutendo. Prima non c'erano evidenze quantificabili di questo, anche perché quando le discussioni erano solo a quattr'occhi era difficile insultare gratuitamente qualcuno senza essere presi a cazzotti nei denti, ma oggi abbiamo milioni di petabyte di dati accessibili che ci mostrano come funziona una qualsiasi discussione sui blog, sui social o in qualsiasi altro posto: finché si dicono stronzate e si postano meme senza toccare le opinioni di nessuno tutto bene, poi appena qualcuno ha da ridire partono i trollaggi, gli insulti e i blastaggi a catena.

Questa cosa del "blastare" la trovo particolarmente emblematica, perché evidenzia benissimo come chi si mette in mezzo a ragionare non cerchi di far valere le proprie ragioni in nome di una genuina convinzione di essere nel giusto, ma solamente per fare a pezzi l'interlocutore e passare da quello figo che ti ha sconfitto e umiliato pubblicamente agli occhi del popolino. La sindrome del cazzo piccolo si dimostra puntualmente essere alla base di tutto, anche della retorica. E non so se sia più triste chi blasta o chi crede veramente che quelli che blastano a tempo pieno siano dei fighi, anche quando usano argomenti che in una normale discussione in piazza li farebbero sembrare i principi dei cretini.

Anche tutti quelli che si ostinano a tenere in piedi blog con una moderazione dei commenti a livello Torquemada, per quanto possano scrivere cose apparentemente sensate, non sono altro che patetici coglioni con l'incurabile vizio di parlarsi addosso. Hanno il loro circoletto di una manciata di stronzi nel quale tutti si sbocconcellano le palle a vicenda e questo li fa sentire dei gran furbi, ma sotto sotto sono dei poveri pirla frustrati che nella vita di tutti i giorni non vengono cagati da nessuno e devono quindi sfogarsi postando le loro grandi riflessioni da tazzone del cesso in un posto dove sanno che c'è sempre qualcuno pronto a dargli la pacchetta sulla spalla. E se poi arriva l'estraneo che gli dà contro, non importa se educatamente o meno, lo possono sempre distruggere tutti assieme masturbandosi spalleggiandosi l'un l'altro con sagacia, in un blastaggio collettivo dal sublime retrogusto di shitposting. È troppo più facile e bello seppellire di sterco chiunque la pensi diversamente e soprattutto farlo con la comodità di giocare in casa coadiuvati da uno squadrone di cazzoni identici a te, piuttosto che mettere seriamente in dubbio le proprie convinzioni e rischiare di incrinare la tua fragilissima autostima. Sono tutti illuminati e aperti al confronto, ma solo finché gli danno tutti ragione. La cosa davvero divertente è che questi fenomeni hanno pure il coraggio di dare contro ai social network, ma si sa che all'ipocrisia umana non c'è mai fine.

Sarebbe formalmente scorretto affermare che il web 2.0 abbia ucciso la comunicazione, visto che di fatto era già morta da un pezzo, ma diciamo che ha fatto il suo per seppellirla e ci ha messo una bella lapide sopra. Quindi per quanto mi riguarda la messa è finita. Definitivamente. Non spenderò un minuto di più della mia esistenza a fare le elegie a cadaveri già marci.

Tenetevi le vostre stronzate, i vostri flame, la vostra disinformazione tossica, le vostre idee vecchie e malate, la vostra indignazione usa e getta, i vostri profilini pieni di selfie, la vostra privacy messa in mano alle multinazionali come i cretini, i vostri blog infarciti di alterigia, i vostri eghi piccini piccini gonfiati a forza con la pompetta e continuate pure a chiamarli con nomi eroici e meravigliosi come "libertà d'espressione" o "democrazia della Rete". Io non voglio più avere nulla a che fare con voi e con la vostra merda. Ormai tutte le persone minimamente consapevoli della situazione non ci scrivono più su Internet perché hanno capito che Internet va ancora bene solo per il porno e per piratare roba (e anche quelli ancora per poco). Tutto il resto è cancro e solo cancro.

Quindi per cortesia andate tutti affanculo e restateci.
Grazie.

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